Covid in Italia, primi blocchi in due regioni

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Covid in Italia, primi blocchi in due regioni. In Sicilia e in Calabria l’aumento dei contagi nelle ultime settimane è stato evidente. Al punto che entrambe le regioni sono sul bilico della zona gialla.

Ma in alcune zone, quella soglia è stata abbondantemente superata, diversi centri sono già da zona arancione, ed è per questo che i governatori hanno disposto il ritorno dei blocchi. In un centro è già tornata la zona rossa.

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Covid in Italia: restrizioni in più di 50 comuni

In Sicilia più che in Calabria. Sotto restrizioni ci sono 500mila siciliani, residenti in 53 comuni. Il 10% degli isolani. E in quei comuni il numero dei vaccinati è ancora più basso della già bassa percentuale regionale..

Le restrizioni per ora sono queste:

  • obbligo di portare la mascherina anche all’aperto
  • divieto di assembramenti
  • obbligo del tampone per partecipare a qualsiasi evento, pubblico o privato.

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Covid in Italia: dove è già scattata la zona arancione

Per altri 40mila siciliani, quelli che abitano a Niscemi e Barrafranca andrà anche peggio: scatta direttamente la zona arancione.

Significa che oltre all’obbligo della mascherina, i residenti non potranno uscire dal loro comune e bar e ristoranti resteranno chiusi.

Tra i comuni con le restrizioni ci sono anche Gela, Porto Empedocle, Pantelleria e Augusta.

Covid in Italia: restrizioni e turisti

Il punto è che sull’isola ci sono ancora molti turisti. Come dovranno comportarsi con queste restrizioni? Al momento, oltre all’obbligo, laddove è stato imposto, dalle mascherine, è sempre consentito poter tornare alle proprie abitazioni.

Ma si consiglia di fare tamponi e rispettare le regole. E di evitare in particolare eventi e assembramenti e rispettare le distanze di sicurezza.

Ma non solo, le autorità sanitarie dell’isola sconsigliano ai turisti (ma non solo):

  • di entrare nei supermercati e nei negozi dove ci sono visite mediche;
  • e di sottoporsi a visite mediche o in ospedale se non sono indispensabili.

Covid in Italia: le conseguenze dalla scarsa vaccinazione

C’è la sensazione chiara che questo sia solo l’inizio delle restrizioni in Sicilia.

La questione chiave per questa diffusione dei contagi così anomala rispetto al resto del Paese riguarda il basso numero di vaccinati. Che si traduce in questi dati, inequivocabili e preoccupanti:

  • la media settimanale dei morti in Sicilia è di 2,2 per ogni milione di abitanti (tre volte superiore alla media nazionale);
  • il 20% dei contagi in Italia è tutto concentrato sull’isola (ieri 1.350 su 5.923);
  • la media settimanale dei contagi è di 186 ogni 100.000 abitanti (la media italiana è a 74).

Covid in Italia: le province più a rischio

Ma è una media che non deve trarre in inganno. Ci sono province dove quel numero è molto più alto:

  • Ragusa a 337;
  • Enna a 264;
  • Caltanissetta a 256.

Preoccupa il caso di Messina, dove venerdì sono stati segnalati quasi 500 nuovi contagi. Per fare un confronto, sono più di quelli registrati in tutta la Lombardia.

Ma, come detto, non c’è solo la Sicilia a preoccupare. Anche in Calabria si sta assistendo a un costante aumento dei nuovi positivi.

In provincia di Reggio Calabria si viaggia a una media doppia rispetto a quella nazione per numero di contagi.

Pure in Calabria è scattato il blocco di alcuni comuni. Un centro dell’Aspromonte (Sant’Agata in Bianco), è passato direttamente in zona rossa.

Covid in Italia: non solo Sicilia e Calabria

I contagi molto alti sono stati segnalati anche in altre zone della penisola.

In particolare:

  • Cagliari: 253 contagi ogni 100.000 abitanti;
  • Livorno: 149 contagi ogni 100.000 abitanti;
  • Prato: 147 contagi ogni 100.000 abitanti.

Preoccupa anche Rimini, che è a quota 149. Per chi non lo sapesse Rimini è uno dei centri dove è più alta la concentrazione di no vax (e quindi con una ridotta percentuale di vaccinati).

Covid in Italia: allarme per settembre

E dunque da una analisi di questa diffusione del covid in Italia, viene fuori un quadro piuttosto frastagliato. Ci sono alcune regioni che hanno in assoluto dati alti. Altrove, in altri territori del Paese, ci sono zone anche limitate ma diffusione dove si sta assistendo negli ultimi giorni a una rapida risalita degli infetti.

La situazione sta generando un certo allarme anche perché siamo ormai prossimi a settembre con la ripresa di tante attività, compresa la scuola. E nel frattempo si sta riducendo il numero delle persone che si vaccinano. In particolare la resistenza più alta a farsi somministrare le dosi si incontra tra gli over 50, proprio nella fascia che è esposta in modo maggiore al rischio di covid grave.

Source

“https://thewam.net/covid-in-italia-restrizioni-agosto-2021/”
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