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Google perde l’appello su Google Shopping con l’UE, confermata multa da 2,4 miliardi di euro


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Originariamente inviato da cronos1990 Guarda i messaggi Sarò estremamente chiaro e lineare (ma non conciso: mai avuto il dono della sintesi, e cerco sempre di evitare fraintendimenti), lo dirò una volta sola e se non lo capisci sarà un tuo problema e soprattutto fonte di valutazioni personali che eviterò accuratamente di esporre in questo topic e nel contesto generale del forum.

Posso condividere o meno le opinioni altrui, ma questo sempre nel loro pieno rispetto, e per quanto mi possa infervorare nelle mie risposte (tipo questa) vivo secondo questo principio.
Ma sono io stesso persona di principio, e una delle cose che non sopporto e non voglio sopportare, soprattutto su un forum (quindi luogo di discussione dove tra le basi fondamentali di convivenza ci sono LEGGERE e COMPRENDERE quello che gli altri scrivono), è la mistificazione di quello che scrivo, o il rispondere senza alcuna logica e/o a pappagallo ignorando il pensiero che ho esposto. E facendo questo, dando l’idea che io pensi o abbia esposto dei concetti quando in realtà non l’ho mai fatto, e di conseguenza fornendo quasi sempre una mia visione a chiunque legga che non corrisponde al vero.

Arrivando al punto: dove CRISPIO ho parlato della sentenza nello specifico? Dove ho fatto valutazioni sulle decisioni prese o su quanto comminato a Google? Perchè mi rispondi come se avessi riportato le mie valutazioni o idee sulle decisioni della commissione dell’Antitrust, o chi per loro? Come puoi dirmi “Ma anche no” quando non ho pronunciato virgola su quello di cui mi ribatti, sulla qual cosa non hai la benchè minima idea di come la pensi dato che non ho scritto nulla a riguardo, neanche la minima allusione?

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Se vuoi rispondermi, fallo nel merito di quanto ho scritto, non della tua piccola realtà alternativa dove ti immagini una mia copia che dice quello che vuoi si adatti meglio alla risposta che ti è saltata per la mente nell’istante in cui inizi a digitare sulla tastiera.

L’unica cosa che ho fatto è fare quello che tu CONTINUI VOLUTAMENTE A NON FARE. E sono oramai abbastanza convinto perchè ti fa comodo evitarlo, in quanto altrimenti quello che continui ad affermare sarebbe smentito (e qui arriviamo alla malafede, altra cosa che mal sopporto).
Ovvero sono andato a cercare di capire se i due concetti esposti (Posizione dominante e Abuso di posizione dominante) sono esplicitamente riportati nelle NORMATIVE EUROPEE, non sul forum di Hardware Upgrade da Helloworld2021 o chi per lui.

E dalla mia ricerca, che non pretendo certo essere esaustiva ma che ho cercato di condurre al meglio nel poco tempo che avevo a disposizione, NON EMERGE NULLA A LIVELLO NORMATIVO EUROPEO, dove questi concetti NON vengono enunciati, definiti e/o normati.
Anzi, sull’unico rimando indiretto (il Mercato Rilevante, altro concetto che NON si trova nelle normative ufficiali), la stessa Europa dice che il concetto va completamente rivisto, indice del fatto che la sua definizione così come espressa NON VA BENE, e di conseguenza anche gli stessi concetti della specifica discussione in essere.

Quindi, a prescindere che la sentenza sia stata giusta o meno (perchè si: puoi anche sbagliarla, e non conta quanto tu sia esperto o quanti dati hai a disposizione), chi ha deciso in Europa tutte le sentenze sull’Abuso di Posizione Dominante lo ha fatto sempre in base a valutazioni soggettive del problema, che per loro natura possono quindi anche variare da caso a caso in maniera indipendente dai fatti oggettivi, col rischio che talune sentenze siano non solo sbagliate ma volutamente di comodo in base agli interessi in gioco e chi ne beneficia.
Questo perchè, lo ripeto, non esiste NULLA a livello NORMATIVO UFFICIALE di definito sull’argomento in questione.

Quindi: se vuoi ribattere a ME non mi venire a dire “Ma anche no” o sottintendere che abbia deciso che la sentenza è sbagliata, tra l’altro continuando a citare la mole di dati a disposizione da analizzare che non vuol dire NULLA.
SE vuoi ribattere a quello che ho detto, che non ha NULLA a che vedere con la sentenza in questione ma esclusivamente sul sistema di giudizio applicato (per sua natura indipendente dal caso specifico), hai solo un modo: riportarmi la NORMATIVA UFFICIALE EUROPEA dove i concetti della discussione in essere (Posizione dominante e Abuso di posizione dominante) sono citati, definiti e normati.

Se invece vuoi partire con un’altra pantomima che è solo fumo negli occhi, allora evita che così mi risparmio di perdere ulteriore tempo nello scrivere un messaggio che sottolinei il fatto che prima di RISPONDERE si dovrebbe LEGGERE e COMPRENDERE quello che gli altri scrivono. Cioè rispiegare l’ABC di quella che dovrebbe essere una discussione che non avviene tra sordo-muti, ma tra esseri senzienti dotati di cognizione.

Spero di essere stato chiaro! Santa Polenta, mi fate girare le scatole
E sorvolo sul sottinteso finale della tua risposta che io non pensi… mi sento buono oggi
Folle

Fermo restando che
1) Se i due concetti non fossero definiti / normati non sarebbero possibili i processi e sarebbero illegittime le sentenze.
2) Ogni azienda potrebbe abusare in qualsiasi momento della sua posizione sul mercato.

basta capire di cosa stiamo parlando, ovvero , partiamo dalle basi.

1) Cosa e’ l’antitrust?
insieme di regole e azioni di vigilanza volto a impedire comportamenti e strategie delle imprese, che possano condurre a posizioni di monopolio o accordi collusivi a danno dei consumatori, che impediscano l’ingresso sul mercato di imprese concorrenti, o in altro modo distorcano la possibilità di libera concorrenza sui prezzi, sulla qualità dei prodotti, sulle innovazioni tecnologiche

2) Abuso di posizione dominante
E’ descritta nell’articolo 102 del TFUE:
“È incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo”.
Pertanto, la ratio della norma è quella di punire quelle pratiche che, a prescindere dall’intenzionalità, stravolgono l’equilibrio della concorrenza a vantaggio dell’impresa dominante che le compie, la quale utilizza sistemi che fanno in modo che la concorrenza non sia più fondata sul merito e sulla qualità delle prestazioni e modifica così la struttura dell’offerta tanto da compromettere la libertà d’azione dei consumatori.

Infatti, le imprese dominanti, in virtù della posizione in cui si trovano, possono incidere negativamente sia sulle scelte dei concorrenti sia, di conseguenza, su quelle dei consumatori. Nello specifico si parla di:

abuso di impedimento, quando la condotta è lesiva dei concorrenti e
abuso di sfruttamento, quando danneggia la clientela.

Lo definisce l’AGCM
Un’impresa detiene una posizione dominante quando può comportarsi in modo significativamente indipendente dai concorrenti, dai fornitori e dai consumatori. Ciò avviene, in genere, quando detiene quote elevate in un determinato mercato. Il fatto che un’impresa raggiunga grandi dimensioni non distorce di per sé il mercato: talvolta, per operare in modo efficiente, è infatti necessario essere attivi su larga scala o in più mercati. Inoltre, un’impresa può crescere proprio grazie al suo comportamento “virtuoso”, offrendo prodotti che meglio di altri, per il prezzo e/o per la qualità, soddisfano le esigenze dei consumatori.

La legge non vieta quindi la posizione dominante in quanto tale, ma il suo abuso (articolo 3 della legge n. 287/90) che si concretizza quando l’impresa sfrutta il proprio potere a danno dei consumatori ovvero impedisce ai concorrenti di operare sul mercato, causando, conseguentemente, un danno ai consumatori.

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Analogamente a quanto avviene per le intese, quando l’abuso determina un pregiudizio per il commercio tra più Stati membri dell’UE, l’Autorità applica la normativa comunitaria (articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea).

La capacità dell’impresa di imporre determinate condizioni in uno specifico rapporto contrattuale non determina, di per sé, una posizione dominante. Tuttavia, lo sfruttamento di questo potere negoziale può comportare, quando ne ricorrano le condizioni, un abuso di dipendenza economica.

Ferma restando l’applicazione dell’articolo 3 della legge 287/90 in materia di abuso della posizione dominante, l’Autorità può intervenire qualora ravvisi un abuso di dipendenza economica che abbia rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato (Art. 11, legge 5 marzo 2001, n. 57). Si ha abuso di dipendenza economica quando un’impresa è in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi. La dipendenza economica è valutata tenendo conto anche della reale possibilità, per la parte che abbia subìto l’abuso, di reperire sul mercato alternative soddisfacenti (Art. 9, legge 18 giugno 1998, n.192).

L’abuso di posizione dominante e’ ben chiaro, ci sono pochi dubbi in merito.

3) Posizione dominante
La pozione dominante e il mercato rilevante sono difficili da stabilire perche ovviamente la posizione e il potere che una azienda ha sul mercato e’ troppo complessa per essere definita in modo matematico. E sono molto complessi i meccanismi di causa effetto.
La definizione ci viene dai termini in se e anche dalle sentenze, in particolare viene presa come base la pronuncia della corte nel caso Hoffmann La Roche del 1979 in cui ne e’ stata data una spiegazione sostanzialmente inequivocabile.

La posizione dominante consiste nella posizione di forza economica detenuta da un’impresa che le consente di ostacolare la persistenza di una concorrenza efficace sul mercato e di adottare comportamenti indipendenti nei confronti dei propri clienti, concorrenti e consumatori.

Se cerchi una definizione in cui puoi stabilire in modo inequivocabile la posizione dominante con modelli matematci, ovvero quote , patrimoni, percentuali e chi piu ne ha piu ne metta caschi male perche porbabilemente non e’ possibile, in economia digitale le situazioni vanno fotografate caso per caso.

Prendiamo come esempio il caso italiano di Google, l’AGCM dice:
“Attraverso il sistema operativo Android e l’app store Google Play, Google detiene una posizione dominante che le consente di controllare l’accesso degli sviluppatori di app agli utenti finali. Occorre ricordare che in Italia circa i tre quarti degli smartphone utilizzano Android. Inoltre, Google è un operatore di assoluto rilievo, a livello globale, nel contesto della cosiddetta economia digitale e possiede una forza finanziaria rilevantissima”.
La stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha affermato che: “Per sviluppare app compatibili con Android Auto, gli sviluppatori utilizzano gli strumenti di programmazione resi disponibili da Google e non potrebbero utilizzarne altri. In altre parole, Google è la sola fonte degli strumenti di programmazione necessari per sviluppare app pubblicabili su Android Auto. Google si trova, pertanto, nella posizione di decidere quali app possono essere presenti su Android Auto e quali no, così frapponendosi tra gli sviluppatori e gli utenti finali”.

Infatti, Google, nonostante la richiesta di Enel X Italia, non aveva predisposto le soluzioni informatiche adeguate affinché JuicePass potesse essere disponibile su Android Auto ostacolando ingiustificatamente la possibilità per Enel X di vedere la propria App disponibile su tale piattaforma e di conseguenza impedendo ai consumatori di usufruire dell’applicazione stessa.

In questo modo Google ha favorito la propria app Google Maps, che può invece essere utilizzata su Android Auto e che fornisce, proprio come JuicePass, servizi funzionali alla ricarica delle auto elettriche.

Alla luce di ciò, l’Antitrust italiana ha affermato che la condotta posta in essere dal colosso statunitense costituisca un abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 del TFUE e pertanto ha:

irrogato una sanzione di 102.084.433,91,
obbligato Google a porre immediatamente fine a tali comportamenti distorsivi della concorrenza e ad astenersi in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi, inoltre
imposto a Google di mettere a disposizione di Enel X strumenti per la programmazione di applicazioni in modo che anche la sua App proprietaria possa essere disponibile su Android Auto.

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Prendiamo il caso Francese
Un mese dopo la sanzione irrogata dall’AGCM Italiana, anche l’Antitrust francese ha multato per 220 milioni di euro Google per abuso di posizione dominante, stavolta nell’ambito del digital advertisement.

La sanzione è sopraggiunta a seguito di azioni legali avviate, già nel 2019, dai tre gruppi di media News Corp, il giornale Le Figaro e il gruppo Rossel La Voix che hanno accusato Google di avere un monopolio sulle vendite di annunci pubblicitari online.

Nello specifico, Google è proprietario di DFP (Double Click for Publishers) che è proprio il sistema con cui editori di siti e app possono vendere i propri spazi pubblicitari e di AdX (Google Ad Exchange) una piattaforma online in cui, attraverso un sistema di aste, editori e inserzionisti si incontrano e contrattano sugli spazi pubblicitari.

Secondo l’Autorità francese Google avrebbe approfittato di questa situazione e dei dati raccolti attraverso i propri servizi per riservare un trattamento preferenziale alle sue piattaforme DFP e AdX incoraggiando gli inserzionisti a scegliere le proprie offerte a discapito dei suoi competitor nel mercato dell’adv online.

In questo modo la società statunitense, approfittando della propria condizione di dominio nei server pubblicitari per siti e App, ha non solo penalizzato la concorrenza nel mercato della pubblicità online, ma ha anche aumentato la sua stessa posizione dominante.

Il provvedimento preso dall’Autorità francese risulta essere estremamente rilevante in quanto si tratta di uno dei primi casi mondiali in cui l’Antitrust interviene nel mondo delle pubblicità online. Infatti anche la Presidente dell’Autorità della concorrenza francese, Isabelle de Silva, ha dichiarato che: “La decisione di sanzionare Google ha un significato molto speciale perché è la prima decisione al mondo per indagare su processi algoritmici complessi”.

In conclusione, Google ha accettato di pagare tale multa, ha dichiarato che cambierà le proprie condotte e ha individuato degli impegni vincolanti per tre anni per facilitare i concorrenti nel mercato delle pubblicità online.

Si tratta di impegni vincolanti solo in Francia, ma che Google potrebbe utilizzare come modello per risolvere controversie analoghe anche in altri Paesi.

Se prendi il caso della Sud Corea stessa cosa, ovvero stessa concezione di posizione dominante e di abuso.
In Russia con Apple stessa cosa, ovvero stessa interpretazione dei fatti

Quindi o tutto il mondo e’ impazzito oppure molto semplicemente e’ possibile arrivare a capire cosa sia una posizione di forza di una megaazienda ed e’ possibile accertare un abuso, non credi?
Oppure sei sempre convinto che sia tutto indefinito e quindi illegittimo?
Perche se pensi che non esistano definizioni di reati e definizioni di comportamenti per conseguenza ritieni che sia tutta una truffa a danno delle BigTech.

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Source

“https://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?p=47642100”
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